naufragio

Il diario di Hermes – giorno n. XXVI

Turner The Shipwreck 1805

[Turner, The Shipwreck, 1805]

giorno n. XXVI (foglio bianco)

bianco, senza alcun segno
il foglio dell’anima che nasce con noi
per poco si conserva candido
e piano –
subito zeppo di cancellature
e margini superati e macchie
e storti caratteri, e sbavature
e grafia nervosa,
s’ingiallisce per poi assurgere
con commovente superbia a eternità

qualche lontano discendente troverà queste righe
per caso o apposta, non so
scrivo solo per lui

(ricordo ancora le lettere tonde
che a scuola da piccolo compitavo
non indovinando ancora che quelli
erano i primi segni, privilegiati
panciuti – goffi – anch’essi con il grembiulino blu –
cerimoniosi e belli –
incerti e insieme perfetti
novelli primi passi nella scrittura)

ogni tratto, anche il più piccolo, s’ispessisce
recita la parte di ciò che dura
ogni segno è piega

è piaga

o supplica al cielo –

come uno spalancarsi delle labbra
in riso sguaiato
o in pianto
umido di perle,
le mani contratte e le cosce aperte –

l’amore panico del creato
insieme al sapore salato delle lacrime

fa andare a fondo la barca:
l’iniziale candore
di ciò che nasce per poi dover morire
non permette il galleggiamento –
solo il naufragio è il desiderato compimento
del viaggio

si salpa nascendo alla meraviglia
e si approda serbando il mistero
senza nulla aver saputo,
unica nostra consolazione è
aver riempito quel bianco foglio
per posteri che ignoriamo,
uomini come me come te in ogni tempo,
spauriti e folli per il medesimo
millenario smarrimento

Annunci

La rotta di Ulisse

la rotta di ulisse

La rotta di Ulisse ® 2014 tecnica mista

 

“Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.
Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com’altrui piacque,
infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso”

DANTE, Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI