Daniele Baron, tre testi da “Il cantico di Hermes”, Controluna Edizioni 2018

Grazie a Sonia Caporossi su “Critica Impura” un estratto del mio libro.

CRITICA IMPURA

Di DANIELE BARON *

Ordito

Il ragno avanza verso il centro della sua tela, il suo prodigio. Un insieme perfetto se ci si pensa, un apparato di cattura: presente e allo stesso tempo assente, linee invisibili che irretiscono d’improvviso, come un pensiero mai pensato che s’installa ingombrante nella nostra mente, diventando ossessione, luogo di caccia e di attesa, di meccanico movimento che coinvolge però la volontà. Il ragno sa a cosa penserà la sua preda: con un misto di stupore e paura si dibatterà cercando di capire perché le sue ali si muovono a stento e come ha potuto essere intrappolata. L’orrore è palpabile in certi momenti e ci si chiede sgomenti chi possa averlo suscitato. L’invisibile cattura il visibile e lo intrappola per cibarsene, ne succhia il midollo. Chi non sa vedere le tele e le trame che ordiscono il suo destino vive tranquillo finché non ha il sentore…

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Mise En Abyme

Ecco come ci si perde all’infinito: basta che l’immagine abbia in sé se stessa. Potenzialmente dunque il gioco di specchi non si interrompe. Questo è il simbolo perfetto dell’ontologia del nostro essere al mondo e dell’essere: nel sé è contenuto il sé stesso come altro da sé: io è un altro.

Il Cantico di Hermes

Copertina Il Cantico di Hermes

Con grande piacere annuncio l’uscita del mio primo libro: “Il Cantico di Hermes” per le Edizioni Controluna.

Avendo come fonte di ispirazione la tradizione spirituale mistica dell’alchimia, il mio scritto alterna poesia, prosa, prosa poetica, riflessione filosofica e dialogo teatrale. Gli stilemi si mescolano in un esperimento letterario che può essere in senso lato definito “poetico”. La scrittura è il vero laboratorio dell’alchimista contemporaneo.

 

Lacerto XVII

26 maggio 2018

L’abbassamento volontario, il degrado desiderato, la perversione ostentata e coltivata, sono forme per andare in alto. Il gioco dell’unione degli opposti estremi, di cui Bataille ci ha dato esempi mirabili, comporta questo: un movimento è anche il suo opposto. La caduta è dunque ascensione in questo mondo rovesciato.

Lacerto XVI

19 maggio 2018

Ogni messianismo è bandito. Come anche ogni ritorno alle origini. La verità è tanto passata quanto futura perché sempre presente. Quanto meno è possibile nel presente in qualsiasi momento e per chiunque. Non sarebbe giusto nel caso fosse tutta futura o tutta passata. Proprio perché non può che darsi con il suo opposto non esiste un tempo in cui sia tutta presente così come un tempo in cui sia tutta assente. Solo nell’Ideale astratto può essere così. Ma la nemesi dell’idealista è il suo essere la più materialista delle persone.

Lacerto XV

A.Kiefer The Orderes of the Night, 1996

17 giugno 2017

Il particolare e contingente, il questo che è e c’è e che è così e così, ma potrebbe non essere ed essere altrimenti, sogna di diventare universale e necessario. Di più: essendo finito desidera di essere infinito. Il trucco filosofico o teologico sta nel riuscire nel gioco di prestigio della trasformazione del particolare in universale, del contingente in necessario, del finito nell’infinito. E del resto non è umano (forse troppo umano) considerare sotto questo aspetto le cose? Possiamo accettare davvero che il finito sia tale e tale debba rimanere per sempre? Abbiamo bisogno di questo gioco di prestigio.