Lacerti

Lacerto XV

A.Kiefer The Orderes of the Night, 1996

17 giugno 2017

Il particolare e contingente, il questo che è e c’è e che è così e così, ma potrebbe non essere ed essere altrimenti, sogna di diventare universale e necessario. Di più: essendo finito desidera di essere infinito. Il trucco filosofico o teologico sta nel riuscire nel gioco di prestigio della trasformazione del particolare in universale, del contingente in necessario, del finito nell’infinito. E del resto non è umano (forse troppo umano) considerare sotto questo aspetto le cose? Possiamo accettare davvero che il finito sia tale e tale debba rimanere per sempre? Abbiamo bisogno di questo gioco di prestigio.

Lacerto XIV

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23 marzo 2014

Il pensiero di Rebis è il pensiero sotto forma di desiderio. Il desiderio è già sempre doppio: tendere ad una cosa e insieme distogliersi da essa. Non è mai appagato. Il pensiero classico è basato sul principio di non contraddizione. Il pensiero di Rebis, invece, deve tenere in sé l’opposto e perciò deve vedere doppio, essere ebbro. Deve essere accecante e causare eccitazione. Infatti, la condizione per cui possa darsi Rebis è l’apertura che infrange l’identità e che riporta a primaab ovo.

 

Lacerto XIII

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3 dicembre 2016

Non ci si può soffermare troppo in prossimità di Rebis, pena la follia. Bisognerà solo sfiorarla anche nel discorso filosofico. Sfiorarla con miti, visioni, parole evocative. Certo occorrerà anche affrontarla prima o poi: spogliarsi di tutto e andarle incontro. Ridiventare poppanti al suo cospetto come davanti alla Madre. Un deserto lussureggiante ci attende al di là delle colline. Un’arsura rinfrescante solo se si pensa allo scorticamento. Ecco il punto: sarà uno scorticamento dolce, come una carezza materna.

Lacerto XII

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18 settembre 2016

Il principio è coincidenza tra essere e nulla. È il Dio mistico ed è anche l’assenza di Dio, la Notte. È un essere compenetrato del suo opposto. In apparenza è sé. Tuttavia è anche totalmente altro. Coincidenza tra Sé e Altro. Come possono coincidere se sono separati? Come può venire prima ciò che per logica è dopo? Il Due viene dopo l’Uno, eppure qui il Due è prima, l’Uno è solo apparenza.

Lacerto XI

 

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“28 febbraio 2016

Il tragico e l’ironico si conciliano bene. L’ironico afferma una cosa per negarla: è un’ottima espressione di Rebis. Destituisce di fondamento il discorso e lo rende leggero. Allo stesso tempo questa leggerezza, se vista sotto un altro punto di vista, è tragica: nasce dalla mancanza di fondamento, nasce dalla distruzione della identità di ciò che è stabile (Io, Dio, Mondo).”

Lacerto X

 

rebis266 giugno 2015

[…] Non bisogna mai dimenticare che Rebis è sia enunciazione astratta del principio, sia l’ermafrodito, unione del principio maschile solare e del principio femminile ctonio, terrestre e lunare. Erezione e deiezione insieme, sole e terra. Torre e pozzo. […]

Lacerto IX

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4 febbraio 2016

Rebis è espressione del divenire, nell’istante espressione compiuta e impossibile dell’unione tra essere e non-essere che è il divenire. Possiamo definirlo: l’Altro nello Stesso, Cosa Doppia. Il Doppio che è lo stesso e insieme altro da sé. Nell’identità del sé c’è la fessura dell’alterità e di fatto sono unite. Le separa l’illusione dell’eterno.