Autore: Daniele Baron

Daniele Baron [Pinerolo 1976] vive in provincia di Torino. Dopo una prima formazione principalmente scientifica, i suoi interessi volgono verso un ambito artistico e letterario. Nel 2004 si laurea con lode in Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi su Jean-Paul Sartre. Dopo gli studi, trova lavoro come impiegato presso un Comune. È appassionato dell’opera del filosofo e scrittore francese Georges Bataille: per «Filosofia e nuovi sentieri» cura la pagina Batailliana; gestisce poi un sito completamente dedicato a Bataille. È anche scrittore e pittore: le sue opere sono reperibili in rete sia sul suo blog personale sia su altri portali.Ha pubblicato “Il Cantico di Hermes” (ed. Controluna 2018).

Daniele Baron – Il Cantico di Hermes

Un nuovo estratto de “Il mio Cantico di Hermes” su Neobar oggi.

Neobar

Da “Nigredo”: Cane-lupo, Fortuito destino (pp. 17-18 e pp. 25-27)

                                                   Cane-lupo

Sogno di un cane

mi accontento di ringhiare domande
e non mollare la presa, ma per gioco.
I tuoi comandi? la mia Legge
a cuccia fiuto l’osso
del mio futuro
e corro a più non posso
da e verso quella mano che bastona e sfama

ma sognai un giorno di avi
non più con occhi vigili per il gregge
e placidi nella ferocia ignara del tempo
leccarsi con fierezza il pelo
senza cura di casa o focolare,
reggitori soli di tane
e vidi i loro gialli denti affilati
come sbarre di cancelli al confine di piaceri
rudi e vividi e innocenti
seppi dell’odore del sangue
e della fame che rende bruti
e scheletrici di…

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Daniele Baron, Nigredo

Nigredo da “Il Cantico di Hermes”. Grazie a Sonia Caporossi per la pubblicazione su Poesia Ultracontemporanea

Poesia Ultracontemporanea

Nessuna corrente magnetica tira i miei pensieri che ristagnano come
acquitrino
e riluce il giorno in paesi che ignoro, mentre qui la notte si è fatta
perenne,
senza magnificenza di aurore boreali…
non penso e dunque non sono
nei recessi del mio corpo fermentano sordi i cattivi istinti:
hanno fessure e
antri ciechi e pioggia all’eccesso per lussureggiare come piante
in foreste tropicali
un’insana atmosfera come un ronzio cupo tutto ghermisce,
ricamando trapunte di febbre
il nero corteggia il verde turgido della vegetazione cieca,
divenendone linfa
colonne verghe di una cattedrale limacciosa
guardano in su
senza speranza di veder luce, tanto è fitta la cupola,
e creano l’abside vulva, dove il seme sparso abbondante
germina lo spazio per l’assunzione pluviale
attraverso l’abbassamento infinito…
e radici s’infittiscono e annegano nella terra ogni segno
chiaro e distinto,
marce radici – ebbre d’acqua,
soffocanti ramificate ripetizioni di ripetizioni…
e germogli immemori proliferano
sulla…

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Daniele Baron, tre testi da “Il cantico di Hermes”, Controluna Edizioni 2018

Grazie a Sonia Caporossi su “Critica Impura” un estratto del mio libro.

CRITICA IMPURA

Di DANIELE BARON *

Ordito

Il ragno avanza verso il centro della sua tela, il suo prodigio. Un insieme perfetto se ci si pensa, un apparato di cattura: presente e allo stesso tempo assente, linee invisibili che irretiscono d’improvviso, come un pensiero mai pensato che s’installa ingombrante nella nostra mente, diventando ossessione, luogo di caccia e di attesa, di meccanico movimento che coinvolge però la volontà. Il ragno sa a cosa penserà la sua preda: con un misto di stupore e paura si dibatterà cercando di capire perché le sue ali si muovono a stento e come ha potuto essere intrappolata. L’orrore è palpabile in certi momenti e ci si chiede sgomenti chi possa averlo suscitato. L’invisibile cattura il visibile e lo intrappola per cibarsene, ne succhia il midollo. Chi non sa vedere le tele e le trame che ordiscono il suo destino vive tranquillo finché non ha il sentore…

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