Mese: aprile 2015

Lacerto V

Altro stralcio dal diario “postumo” (la forma è necessariamente abbozzata, sfilacciata, non essendo nato per la pubblicazione):

“16 maggio 2012

L’essere umano è assurdo: per accedere all’essenziale ha bisogno di tempo, tuttavia potrebbe non avere tempo. Ecco perché vorrebbe che la verità fosse data prima, una volta per tutte, e nell’istante. Ed è così che si dà: il singolo respiro è già verità proprio nel dissiparsi nel tempo, nella sua presenza che è destinata a finire. La percezione innocente è la più vera: presenza e assenza vi sono contemplate come “naturali”, vale a dire piene di senso nel loro accadere senza senso. Il divenire è nella propria forma più perfetta; ecco cosa rimpiangeremo: la forma perfetta ed innocente del divenire. Bene e male si mescolano. L’innocente non è “buono” nella misura in cui non è ancora ammorbato dalla ricerca della verità. Non ha bisogno di cercarla, la vede accadere, la sente accadere, l’ascolta accadere”.

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Lacerto IV

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«L’intelletto divino, cioè il sommo Dio, essendo di natura maschile e femminile, vita e luce al tempo stesso, generò mediante il Logos un intelletto demiurgo, che essendo il dio del fuoco e dell’etere, creò sette ministri, i quali racchiudono i cerchi del mondo sensibile; e il loro governo è chiamato destino»

(Ermete Trismegisto, Corpo Ermetico, SE, Milano, 2006, p. 16)

Lacerto III

Stralcio da un diario che, se verrà mai pubblicato, sarà postumo:

“10 febbraio 2012

Che l’Io sia l’Altro nell’astrazione è proprio ciò che si vuole in assoluto negare, ciò per la cui negazione l’astrazione nasce. In poche parole: l’astrazione nasce per negare il divenire e paradossalmente nel momento in cui lo nega l’afferma e più lo nega più lo afferma, anche se a livello inconscioLo scandalo, il paradosso dell’astrazione è che essa nasce per porre l’identità dello stesso e finisce per porre senza saperlo l’identificazione tra lo stesso e l’altro. L’ombra è proprio questa oscura presenza della massima alienazione nel punto di massima astrazione. Per cui si può dire che Dio è qui la sostanza e insieme nulla assoluto.”

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Lacerto II

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Per troppo tempo il pensiero umano si è perso dietro le cose immutabili, le sostanze, tanto che ha perso sensibilità, fiuto, passione, piacere, per ciò che diviene e per il mistero più grande da penetrare: l’essere altro di tutto, vale a dire la comprensione dell’Impossibile per cui tutto è altro da sé, pur essendo sé.

Lacerto I

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Ciò che bisogna spiegare ed intendere: come la teologia negativa possa coesistere con l’esaltazione della divinità dell’immanenza, del demiurgo, del creatore e della sua creatura. Al limite come l’ateismo possa coesistere con la religiosità. Lo stesso riguarda l’io e in senso lato l’uomo. L’ermetismo è la strada.