Introduzione a Il diario di Hermes

kybalion

In occasione dell’uscita di un estratto de Il Diario di Hermes per il blog Words Social Forum ho scritto una introduzione che riporto qui:

Il diario di Hermes è ancora in fase di formazione, si compone per sedimentazione come una roccia, ha un principio e avrà una fine un giorno (non so indicare quando ciò potrà avvenire: forse sarà un compimento, più probabilmente sarà un distacco, un passaggio inevitabile ad altro, lasciando tutto sospeso nell’incompiutezza), non è nato come progetto. In un certo senso, può essere letto come una specie di strenua resistenza ad un progetto.
Difficile per l’autore dire che cosa sia. E per il fatto che è ancora in fieri, e per la sua natura specifica. Insieme è interessante, ora che i giorni si affastellano, cominciare a fare il punto, a guardarsi alle spalle.
Il titolo a prima vista suggerisce la composizione e vagamente l’argomento.
La composizione: sono pagine di un diario, si susseguono come pensieri di giorni successivi di un soggetto. La loro forma è congeniale per l’uscita come post del blog. Tuttavia, se leggiamo i giorni, il passaggio da un registro all’altro da un argomento all’altro, il fatto stesso che sembra che siano più voci a parlare e non un solo soggetto, ci fanno concludere che non è un vero e proprio diario, più che un diario intimo, di confessione e di autocoscienza, è una creazione di figure o di immagini esprimenti concetti e sensazioni. Nessuna confessione relativa ad un soggetto particolare, ma il tentativo di catturare, attraverso immagini, i sentimenti ed i concetti a cui mi preme dare vita, cercando di armonizzare registri e generi diversi. Non c’è sequenzialità, ogni giorno è a sé stante, un giorno può essere letto prima o dopo rispetto all’ordine indicato. Si potrebbe concludere a questo punto che non ha più senso chiamarlo diario, che non ha nulla a che spartire con l’idea che noi ci facciamo del diario. Non è così. Il punto di partenza è lo stesso del diario: un soggetto vuole esprimere ciò che sente e non è indifferente il fatto che i giorni siano pubblicati successivamente, uno alla volta. Insomma: la struttura formale è proprio quella di un diario, i giorni si accumulano uno dopo l’altro e la pagina bianca è il futuro ancora da scrivere.
L’argomento: se pensiamo ad Hermes come personaggio, automaticamente viene richiamata alla memoria la tradizione dell’alchimia e probabilmente per associazione anche l’ermetismo come tradizione letteraria (con la quale il mio diario ha poco a che fare). Anche qui, nonostante la presenza di simboli, di figure tratte dalla tradizione alchemica, nonostante la mia passione per quell’ambito spirituale, e le mie ricerche in quella direzione, non credo che si possa dire che il richiamo all’alchimia vada oltre la suggestione, dato che altri elementi si inseriscono. L’alter ego che mi sono scelto per questo scritto è sì caratterizzante, ma non vi è nulla di sapienziale, non vuole trasmettere o riprendere un sapere ben definito. Si può dire che la mia scrittura vuole riferirsi a quel sapere, trovandovi ispirazione e radici, ma per creare qualcosa di nuovo.
Ancora più difficile classificarlo in base al genere, proprio perché si alternano differenti generi: dalla riflessione, alla prosa poetica, alla poesia, al dialogo teatrale. Quando ho iniziato a scriverlo non avevo in mente sotto quale rubrica classificare la mia scrittura e poco alla volta, con l’accumularsi dei giorni, la libertà dal genere è diventata una delle spinte che mi ha portato a comporre ulteriormente e in modo differente da ciò che avevo composto fino a lì. Libertà dunque paradossale che mette capo all’abitudine alla variazione, al continuo spaesamento rispetto al già letto. Sarà inevitabile ripetersi, ammesso che io non l’abbia già fatto: dalla somma dei giorni compariranno degli stilemi che mi sono propri. Tuttavia, come regola prima mi sono dato quella della libertà di sperimentazione.
In conclusione, presentando un estratto dei giorni fino a qui pubblicati, al lettore pertanto offro una creatura ancora viva, frutto della libera sperimentazione della mia scrittura, un diario che dovrebbe essere un viatico di autocoscienza e spero, soprattutto, di godimento pari o superiore al mio nello scriverlo.
Forse è la scrittura stessa, nei suoi momenti migliori, la vera pietra filosofale.

[Per leggere il diario nella sua interezza clicca qui: Il diario di Hermes]

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