Il diario di Hermes – giorno n. XXIX

divinedelizie

[Giardino delle delizie (pannello centrale) Hieronymus Bosch, 1480-90 c.a.]

giorno n. XXIX (Adamo)

avevo in me valli ubertose
e ridda di anime in festa
quando la tua carezza ricamava in viso
il tramonto di un giorno di pace
che s’aggiungeva senza fretta ai passati.
Non sapevo di altri mondi
e l’animale tuo soffio colmava
ogni possibile cielo.

Che bisogno c’è di crescere, di sapere
di cercare? E di discernere il bene dal male?
Meglio l’esistenza del bruto
e il fiuto per le ombre
e lappare senza vergogna la bellezza
nel volto rispecchiato
di lei che è me.

Che tutto fosse guastato indovinai
al primo sguardo di quel Dio
che fece cagliare il latte,
saette di cieche pupille
dai suoi occhi e rotti giocattoli
da stipare nel baule

e dover spennare i ricordi
per la vana ricerca del proprio posto
in stanze ingombre troppo
o troppo vuote

mai, dico
mai
potei immaginare allora che tu abiti nel

sempre

(in eterno mancante
e mancato
eternamente)

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2 comments

  1. e lappare senza vergogna la bellezza
    nel volto rispecchiato
    di lei che è me.

    non chiederei di meglio, dall’Eden …

    ciao Daniele, il tuo modo di sperimentare la poesia è magnifico!

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