Mese: gennaio 2015

Il diario di Hermes – giorno n. XXX

uomo con cane bacon

[Uomo con cane, Francis Bacon, 1953]

giorno n. XXX (cane-lupo)

sogno di un cane

mi accontento di ringhiare domande
e non mollare la presa, ma per gioco.
I tuoi comandi? la mia Legge
a cuccia fiuto l’osso
del mio futuro
e corro a più non posso
da e verso quella mano che bastona e sfama

ma sognai un giorno di avi
non più con occhi vigili per il gregge
e placidi nella ferocia ignara del tempo
leccarsi con fierezza il pelo
senza cura di casa o focolare,
reggitori soli di tane
e vidi i loro gialli denti affilati
come sbarre di cancelli al confine di piaceri
rudi e vividi e innocenti
seppi dell’odore del sangue
e della fame che rende bruti
e scheletrici di bellezza e di morte

davanti a loro
ero nudo e vergognoso,
sempre steso all’uscio delle porte
al margine del tepore che volevo abitare
Io, che al sapere della terra preferivo il cielo,
annusavo impudico le parti basse di Dio
per strappare una carezza
caritatevole e falsa
per una dolce schiavitù
di guaiti in feste zuccherate
nel presente degli avanzi dell’umano…

 

Annunci

Il diario di Hermes – giorno n. XXIX

divinedelizie

[Giardino delle delizie (pannello centrale) Hieronymus Bosch, 1480-90 c.a.]

giorno n. XXIX (Adamo)

avevo in me valli ubertose
e ridda di anime in festa
quando la tua carezza ricamava in viso
il tramonto di un giorno di pace
che s’aggiungeva senza fretta ai passati.
Non sapevo di altri mondi
e l’animale tuo soffio colmava
ogni possibile cielo.

Che bisogno c’è di crescere, di sapere
di cercare? E di discernere il bene dal male?
Meglio l’esistenza del bruto
e il fiuto per le ombre
e lappare senza vergogna la bellezza
nel volto rispecchiato
di lei che è me.

Che tutto fosse guastato indovinai
al primo sguardo di quel Dio
che fece cagliare il latte,
saette di cieche pupille
dai suoi occhi e rotti giocattoli
da stipare nel baule

e dover spennare i ricordi
per la vana ricerca del proprio posto
in stanze ingombre troppo
o troppo vuote

mai, dico
mai
potei immaginare allora che tu abiti nel

sempre

(in eterno mancante
e mancato
eternamente)