Il diario di Hermes – giorno n. XXV

[August Macke, Donna che cuce in poltrona]

[August Macke, Donna che cuce in poltrona]

giorno n. XXV (ordito)

il ragno avanza verso il centro della sua tela, il suo prodigio. Un insieme perfetto se ci si pensa, un apparato di cattura: presente e allo stesso tempo assente, linee invisibili che irretiscono d’improvviso, come un pensiero mai pensato che s’installa ingombrante nella nostra mente, diventando ossessione, luogo di caccia e di attesa, di meccanico movimento che coinvolge però la volontà. Il ragno sa a cosa penserà la sua preda: con un misto di stupore e paura si dibatterà cercando di capire perché le sue ali si muovono a stento e come ha potuto essere intrappolata. L’orrore è palpabile in certi momenti e ci si chiede sgomenti chi possa averlo suscitato. L’invisibile cattura il visibile e lo intrappola per cibarsene, ne succhia il midollo. Chi non sa vedere le tele e le trame che ordiscono il suo destino vive tranquillo finché non ha il sentore che la realtà è una pura finzione, infima parte, semplice barlume, finché non rimane intrappolato e si rode il fegato dalla disperazione, finché non capisce che la luce che illumina il suo mondo è solo il riverbero di un riverbero…

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