Vanitas – trittico

Gruppo Avamposti

vanitas 2005 Vanitas ® 2005

vanitas 2014 Vanitas ® 2014

CAM00143

Fotografia scattata con Smartphone o “Selfie” davanti a Vanitas con raggio di luce rifratto in arcobaleno da prismi alla finestra.

Mai come oggi pensiamo di poter eternare le nostre impressioni e di avere finalmente gli strumenti per imporre la nostra presenza. Immagini su immagini si affastellano, non ne abbiamo mai abbastanza, non avvertiamo mai la nausea. Abbiamo bisogno di riconoscimento e ciò che pensiamo essere un nostro diritto ha il suo sfogo necessario nel belato del gregge. Ma questo canto che nasce da una pulsione così forte ha il suo controcanto nell’effimero che costituisce la stoffa di tutto ciò che è. Mirabile contraddizione: più aumenta la nostra capacità di avere memoria, più tutto precipita nell’oblio dell’eterno presente. Più il caduco s’impone, più in esso vogliamo o dobbiamo cercare l’eterno. [Daniele Baron]

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5 comments

    1. Sono felice del tuo passaggio di qui e che tu abbia apprezzato il mio humour nero.
      Il non plus ultra sarebbe stato il riferimento alla vanitas del post del blog o dei social network: povere presenze destinate ad essere presto dimenticate. Il web ha questo potere: di farci sentire come nessun’altra cosa la potenza dell’effimero. Per un po’ ci ho pensato e non è detto che non completi l’opera con una istantanea dello schermo della pubblicazione del post sul social network per eccellenza, Facebook.
      Un caro saluto.
      Daniele

    1. Grazie Carla, sono felice che ti sia piaciuto l’autoscatto narcisistico che però nello stesso tempo svela l’inconscio atteggiamento che sta sotto. Con questo non per tirarmene fuori o per essere superiore, beninteso. Ma voglio svelare il meccanismo a cui nessuno può sfuggire. E che gli odierni mezzi di comunicazione favoriscono. In fondo è innocuo e piacevole: non c’è nulla di male ad essere vanitosi. Insomma non c’è un intento moralistico.
      È una necessità per me ormai cadere in contraddizione. 🙂
      Un abbraccio
      Daniele

  1. l’unico vero problema è che, soffermandosi sul narcisismo, sull’aspetto vanitoso dell’essere, si rischia di trascurare ciò che è reale ed essenziale …questo mi preoccupa, un cattivo uso e un risucchio da parte del mezzo rischia una superficialità che toglie intensità alla vita.

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