Mese: settembre 2014

La ferita

Gruppo Avamposti

«Ovunque, in tutta la realtà accessibile e in ogni essere, è necessario trovare il luogo sacrificale, la ferita. Ogni essere è toccato solo nel punto in cui soccombe: una donna sotto la sua gonna, un dio nella gola dell’animale sacrificale» [G. Bataille, L’amicizia, SE, 1999 Milano, p. 18]

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Prometeo ® 2009 Daniele Baron

L’autoritratto è sempre stato uno sdoppiarsi, un modo per l’artista di vedersi attraverso un altro, un doppio. Si tratta di riflettere e di fare il punto della situazione sullo “stato dell’arte”, vale a dire sulle condizioni attuali della creazione. Lo specchio in cui il pittore si rimira è la capacità di creare visioni. Saremmo troppo semplici se pensassimo che ritraendosi l’artista volesse semplicemente presentarsi, o mostrarsi, o coincidere con sé; egli vuole dare conto di ciò che gli permette di uscire da sé: che cosa è la visione se non il divenire altro, se…

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Vanitas – trittico

Gruppo Avamposti

vanitas 2005 Vanitas ® 2005

vanitas 2014 Vanitas ® 2014

CAM00143

Fotografia scattata con Smartphone o “Selfie” davanti a Vanitas con raggio di luce rifratto in arcobaleno da prismi alla finestra.

Mai come oggi pensiamo di poter eternare le nostre impressioni e di avere finalmente gli strumenti per imporre la nostra presenza. Immagini su immagini si affastellano, non ne abbiamo mai abbastanza, non avvertiamo mai la nausea. Abbiamo bisogno di riconoscimento e ciò che pensiamo essere un nostro diritto ha il suo sfogo necessario nel belato del gregge. Ma questo canto che nasce da una pulsione così forte ha il suo controcanto nell’effimero che costituisce la stoffa di tutto ciò che è. Mirabile contraddizione: più aumenta la nostra capacità di avere memoria, più tutto precipita nell’oblio dell’eterno presente. Più il caduco s’impone, più in esso vogliamo o dobbiamo cercare l’eterno. [Daniele Baron]

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