Il diario di Hermes – giorno n. 7

giorno n. 7 (tra parentesi)
che ciò sia detto tra parentesi: io amo il tra parentesi soprattutto quando complica e interrompe e fa perdere il filo (ritornano il de-ragliare e insieme Arianna e il Minotauro, ricorrenti immagini che perseguitano) di un discorso ben articolato, anche quando aggiunge un di più che alla fine potrebbe stare fuori di parentesi se fosse da un’altra parte (un approfondimento che s’insinua nel testo senza aggiungere se non un orpello), amo anche la vertigine del tra parentesi con un discorso lunghissimo, che può durare differenti righe, un paragrafo a sé, tanto che poi ci smarriamo come nel labirinto: non sappiamo più se siamo ancora tra parentesi o fuori nel testo, ci voltiamo un attimo indietro, per assicurarci che ci sia una parentesi alle nostre spalle e avanziamo velocemente fino al fondo del paragrafo per vedere che ci sia una parentesi alla fine, e rassicurati vorremmo ancora sostare un po’ nella sospensione (la sospensione del tra parentesi infatti crea anche un senso di sicurezza, come tornare nel grembo materno, come regredire alla lallazione, giustificati dal fatto che il discorso serio è fuori, nel resto del testo, mentre qui ci si può prendere delle libertà sia con il senso che con il significante, senza che qualcuno se ne accorga. Si può fare un esempio, una digressione, attardarsi in una spiegazione che il lettore può con comodità saltare senza per questo perdere la totalità del senso, mettere soltanto una sfumatura in più, un dettaglio, importante ma non essenziale. Si può addirittura essere oscuri e con le fiaccole gettare qualche lume sulle pareti. Una pausa necessaria intorno al fuoco per ritemprarsi durante un viaggio). Mi dico che sarebbe bello aprire una parentesi e poi non chiuderla più (per dare il senso della insoddisfazione perpetua e della sospensione senza risoluzione.
Sarebbe bello anche aprire e chiudere una parentesi senza mettere nulla in mezzo, per catturare il silenzio e l’assenza ( )
Infine affermo che tutto andrebbe scritto tra parentesi, poiché in fondo la vita non è altro che un tra parentesi con un prima e dopo ignoto, tanto che tutto potrebbe essere sintetizzato così:
(una vita)
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5 comments

  1. (…)
    traduci!
    🙂
    io ti dirò, le parentesi in genere servono per sussurrare qualcosa di cui non siamo sicuri ma poi alla fine si rivelano racchiudere il concetto più importante, quello che non osiamo gridare o mostrare alla luce.
    mi succede nella poesia di mettere gli incisi
    allora sono ben consapevole delle frasi da inserire nel mezzo, con la parentesi è diverso, è un modo più soft per esprimere un pensiero.
    però la vita, a mio parere, non dovrebbe stare troppo a lungo tra parentesi, altrimenti non si estende 🙂
    io adoro i punti, mi danno una certa sicurezza!
    Ciao Daniele, qui sta diluviando ora…
    a presto
    c.

  2. Buonasera Carla e grazie per la tua lettura brillante del mio gioco di parole e di pensiero. Ora come ora è l'unico modo in cui riesco ad esprimermi: giocando con il senso ed il significato.
    Mi fa piacere che tu sia stata al gioco e traduco ben volentieri: (…) qui il tra parentesi per me è il taglio, sta a significare che il testo aveva un precedente da cui è stato strappato come un fiore in un vaso viene strappato dalla terra, con la conseguenza che è destinato a morire: il testo intona il canto del cigno, un canto splendido ma già presagente la propria fine e perciò ancora più struggente… 🙂 Ho ben tradotto?
    La tua interpretazione si sofferma soprattutto sull'ultimo tra parentesi, quello relativo alla vita e lo ricollega al pezzo precedente della sospensione. Tuttavia sono slegati credo nel mio testo, sono due possibili letture diverse e anche in contraddizione. Come in contraddizione è mettere il nulla, il silenzio, e mettere tutto, una vita per me è tutto, tra parentesi. Insomma nel testo mi contraddico quasi ad ogni frase.
    🙂 La vita tra parentesi per me non è da intendersi come attesa o assenza di sicurezza (non solo così insomma), ma come impossibilità di conoscere ciò che c'è prima e ciò che viene dopo. Questa sospensione è la condizione umana.
    Tutte le letture e interpretazioni tuttavia sono interessanti e vere.
    Grazie mille, a presto
    Un abbraccio

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