Prometeo

Il cielo sanguina lacrime di rabbia
nel fuoco d’incendi remoti
per quel figlio ribelle, ingrato,
che nutrì con lo zucchero filato delle nubi
tra luci di giostre di stelle,
figlio cullato con l’armonia siderale
di filastrocche di pianeti lontani,
adolescente vivace forgiato
nella fucina dei perfetti eroi.
Con triste occhio rapace ora
il cielo scruta l’amato figlio, già così distante,
mentre inerme ma vittorioso
si contorce penetrato dal becco della coscienza
che si pasce della ferita d’eterno
di un innocente.
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