Specchiarsi nell’abisso

Specchiarsi nell’abisso
mista su tela
50×50 cm

Con lucidità ebbra giunse sulla soglia di quel mondo fatto di specchi, privo di fondo, strano affastellarsi di immagini di dolce abbandono e di disperazione. Lei, specchio dell’abisso, non aveva paura di specchiarsi nell’abisso. Manteneva l’equilibrio, ma la vertigine la risucchiava nel vortice dell’incoscienza e sapeva che presto la corazza sarebbe andata in frantumi: nel momento in cui avrebbe toccato il suolo e strisciato nel fango, in cui sarebbe sprofondata, allora avrebbe spiccato il volo e raggiunto il cielo, allora avrebbe conosciuto la luce pura. Non aveva paura della propria immagine riflessa, sapeva che la condizione ultima per salvarsi è perdersi, per sempre: lasciarsi andare al movimento che da dietro rapisce – una carezza lieve senza nome e senza volto che mette i brividi. Sapeva che la febbre è la condizione necessaria per vivere all’altezza dell’amore illimitato, assoluto. Il suo sguardo non osservava, ma illuminava tutto, era insieme cieco e veggente, ammaliante mi richiamava in un universo stregato in cui sarebbe stato insieme piacevole e angoscioso inoltrarsi.

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4 comments

  1. Questo post splendido mi ha ricordato un periodo molto particolare della mia vita.
    Hai colto delle autentiche sensazioni-emozioni difficili da comprendere!
    Buona notte!

  2. Ciao Sara, ti ringrazio per la visita al mio blog e per il commento lasciato qui, in calce a quest'opera. Mi fa piacere quando ciò che cerco di esprimere mediante le immagini e le parole venga sentito come proprio da altri, in fondo questa è una delle soddisfazioni più grandi della creazione: quando diventa condivisione. 🙂 Lo specchio che si sta frantumando dell'abisso è lo sprofondare in un vortice di solitudine e incomunicabilità a volte, ma è anche massima comunicazione insieme. Un'oscura presenza minaccia di trascinare e insieme è carezza dolce. Sono sensazioni difficili da comprendere perché spesso contraddittorie e sconosciute alla logica comune. Chi le ha vissute come te, comprende e sente.
    Buona notte!
    p.s. ho visto che tieni un blog, sarà un piacere per me venire a fare una visita da te presto.

  3. Ti ringrazio molto Joshua!
    Scusa per il ritardo nella risposta.
    Per la tecnica: diciamo che ho ancora tanto da apprendere, o meglio da autodidatta, quale io sono, il percorso è stato tortuoso, ma ha dato anche frutti buoni a volte ed inaspettati. Forse con un insegnante qualche ingenuità l'avrei evitata, però mi è piaciuto formarmi mediante un mio percorso personale.
    Tuttavia, è sempre un divenire continuo la ricerca di uno stile attraverso la tecnica.
    Buona serata.
    A presto

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